Filiale dell’antichissima Pieve di Cordignano è tuttavia considerata anch’essa Pieve e chiesa matrice della più recente parrocchia di Stevenà. Il nucleo più antico di Caneva (sec. XI) sorgeva sul colle attorno al castello dove esiste ancora l’antica Pieve, più volte rimaneggiata, in principio dedicata a al Santissimo Salvatore, quindi a San Tomaso apostolo (titolo passato poi alla chiesa arcipretale “in piano”), quindi ai Santi Lucia e Floriano.


Il castello di Caneva appartenne ai Caminesi, ai Carraresi, ai Trevigiani e del Patriarcato d’Aquileia (1164); inglobato nei possedimenti della Repubblica di Venezia nel 1419 e fu sottoposto alla giurisdizione del podestà e capitano di Sacile. Nel 1449 il Maggior Consiglio rese Caneva indipendente. Nel 1567 il castello era già in rovina e la popolazione cominciò a stanziarsi nella più comoda località in piano detta “Vallegher”, dal nome del torrente che la attraversa. A partire dalla fine del XVI secolo il castello cominciò ad essere smantellato per edificare nuove abitazioni a Vallegher. L’antica Pieve mantenne la sua funzione fino alla prima metà del XIX secolo, quando, per comodità dei fedeli e in considerazione che la vita civile si era progressivamente spostata in piano, venne edificata l’attuale, imponente chiesa arcipretale. Iniziata nel 1822, fu completata nel 1831 e consacrata nel 1855 dal Vescovo Manfredo Bellati, vescovo di Ceneda.
